Read La valle dell'Orco by Umberto Matino Online

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Aldo Manfredini, un giovane medico stanco della vita cittadina, decide di andare ad abitare in una contrada montana, nel bel mezzo delle Prealpi Venete. Riesce facilmente ad integrarsi in quella piccola comunità composta da anziani montanari e si adegua volentieri agli antichi ritmi della vita contadina. I suoi nuovi compaesani hanno fama d'essere ombrosi e bruschi, rovèrsAldo Manfredini, un giovane medico stanco della vita cittadina, decide di andare ad abitare in una contrada montana, nel bel mezzo delle Prealpi Venete. Riesce facilmente ad integrarsi in quella piccola comunità composta da anziani montanari e si adegua volentieri agli antichi ritmi della vita contadina. I suoi nuovi compaesani hanno fama d'essere ombrosi e bruschi, rovèrsi, ma lui si sente ben accolto, come a casa propria. L'atmosfera di serena vita agreste che si respira lassù viene offuscata da un tragico incidente che provoca la morte di un vicino. Non credendo alla casualità di quanto accaduto, Aldo inizia un'indagine discreta, aiutato dall'ex parroco del paese. Per fissare meglio le proprie riflessioni, le scoperte e i dubbi comincia inoltre a scrivere un diario. Via via che scava nel passato remoto di quella valle e di quella gente, gli incidenti misteriosi e le morti si moltiplicano e lui si rende conto che potrebbe rimanere travolto dagli avvenimenti. Aldo infatti muore e il suo diario diventa la cronistoria dell'indagine, una specie di "messaggio in bottiglia" che verrà raccolto dal suo unico amico rimasto in città, l'ingegnere Carlo Zampieri. Molte sono le domande alle quali Carlo dovrà trovare risposta, la prima delle quali riguarda proprio il suo amico: Aldo si è suicidato, come sostengono i carabinieri, o è stato assassinato? E se è stato ucciso, chi è il colpevole? Cosa ha trovato di così importante da lasciarci la vita?...

Title : La valle dell'Orco
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ISBN : 9788889325155
Format Type : Paperback
Number of Pages : 348 Pages
Status : Available For Download
Last checked : 21 Minutes ago!

La valle dell'Orco Reviews

  • Evi *
    2019-01-01 17:52

    Un bel giallo ambientato nelle Prealpi Venete intorno a Vicenza, solo 112 anobiani e 43 goodrediani che possiedono questo libro è per me un vero peccato.L’autore è amibzioso e mescola fantasia e storia: un’indagine romanzata su una serie di omicidi con ampi riferimenti storici alla questione Cimbra sull’origine tedesca delle popolazioni di quei luoghi, sulla lingua cimbra ancora ben radicata nella toponomastica, nei cognomi e in alcune filastrocche che resistono nei racconti dei più anziani.Il tutto poi impreziosito dalla descrizione delle montagne, dei paesaggi, della cura dei boschi e della terra, dell’industrializzazione delle pianure limitrofe , delle abitudini dei valligiani. E’ anche un giallo colto (il che non guasta mai) dove i due protagonisti decidono di creare dei cartelli di legno incisi con dei versi in italiano tratti dal De Rerum natura di Lucrezio che sistemano vicino a luoghi prescelti del bosco e lungo la valle, la chiamano un’operazione di valorizzazione della poesia e del territorio. Passeggiare per la montagna e nel frattempo leggere versi di poesia a maggior godimento di bellezze e stranezze che incontri sul cammino, cosa chiedere di più? Vicino ad un ciliegio spaccato da un fulmine lasciano questo cartello: Guarda la folgore obliqua che fende la pioggia passando in mezzo le nubi; quel lampo a un tratto si estingue nel cielo, e il fulmine cade sul suolo 213 Su un pilastro di un vecchio fienile è riportata in rosso la data dell’incendio: Quando la casa va a fuoco la fiamma arriva sul tetto e ne lambisce veloce le tegole e tutte le travi essa tende a salire perché sospinta dall’aria e fa come il sangue che sgorga dalla ferita e schizza intorno tingendo ogni cosa di rosso 191 E davanti ad una pietra impregnata di umidità incidono queste parole: L’acqua attraversa la pietra e impregna la grotta e le sue gocce cadendo gemono come un pianto 348 Non ci resta che piangere, no… non ci resta che leggere il De rerum natura lucreziano per intiero.

  • icaro
    2018-12-30 12:09

    Matino forever. Il giallo è solido ben costruito e ben scritto. Va bene, il colpevole si intuisce ben prima della fine ma non c'entra. Lo sfondo storico è innestato magnificamente, con grande competenza e, ciò non ostante, con leggerezza.Una lettura rilassante (da inizio estate dato che fornisce più di qualche brivido) ma anche istruttiva.Se anche non aveste mai sentito nominare i Cimbri, dopo aver letto il libro la voglia di saperne di più su di loro non può non venirvi

  • Sorairo
    2019-01-04 17:07

    Sensazionale!Stavo leggendo questo libro per il gruppo di lettura di zona e temevo sarebbe stato di una noia mortale. Libri ambientati nel 900 non sono la mia passione, men che meno se analizzano al dettaglio "flora, fauna e popolazione locale" e sembrava un saggio travestito da romanzo. La copertina mi sconfortava, la trama mi atterriva e, invece, leggendo mi sono dovuta ricredere e non di poco.La scrittura è scorrevolissima e il romanzo risulta a metà tra noir/giallo, storico, sociologico....C'è molto sia per un locale che per un "foresto", categoria cui sicuramente appartengo pur vivendo in Veneto da alcuni anni.Infatti la storia è ambientata in Val Leogra, nel vicentino, in un'immaginaria contrada detta Brunelli, e vi si trasferisce il Dr. Manfredini Aldo che però viene coinvolto in una serie di morti dovute ad incidenti ma che non sono proprio incidenti a ben guardare. La storia locale viene esplorata in lungo e in largo, senza risultare pesante o troppo approfondita e seguire le "indagini" è un vero piacere.Insomma..Piacere ed istruzione al prezzo di uno.

  • Michela
    2019-01-07 17:16

    mi riservo di commentare definitivamente quando riuscirò a leggere la fine...impaginazione errata della mia copia,mancano diverse parti importanti proprio negli ultimi due capitoli...si capisce come finisce leggendo le postille,anche esse non complete,ma non è la stessa cosa!spero che non tutte le copie della nuova edizione siano come la mia. Per il resto,interessantissimo e a volte divertente.

  • Michele Trabucco
    2019-01-06 15:12

    Bel libro, avvincente e lineare nella storia. Capace di dare uno spaccato della realtà delle prealpi venete, in particolare dell'alto vicentino

  • Buchdoktor
    2018-12-25 17:06

    Die beiden Frauen, die den toten Aldo Manfredini finden, heißen Brunelli, wie ihr Heimatort. Der Weiler auf einer von Bergen umstandenen Hochebene nördlich von Verona wird von wenigen alten Leuten bewohnt und hat weder Radio- noch Fernsehempfang. Im Winter steigt die Sonne wochenlang nicht über die Berggipfel. Hier oben braucht man noch Heilige, die vor Schlangen, Blitz und Hagel schützen. Und natürlich kann alles Böse nur von außerhalb des Dorfes kommen. So schräg, wie Umberto Matino seine Protagonisten schildert, traut man ihnen ohne jeden Zweifel zu, wegen einer zerstörten Tomatenpflanze ihren Nachbarn zu ermorden. Aldo hatte seinen Posten als Anästhesist in Padua aufgegeben und in Brunelli einen Steinhaufen "mit beiliegendem Gestrüpp" gekauft. Gefunden hatte er den geradezu altertümlich ruhigen Ort während einer Wanderung auf der Suche nach Mineralien. Aldo freundete sich mit Pietro an, der Aldos Interesse an Mineralien teilte und sich intensiv mit der lokalen Geschichte befasst hatte. Als Fremder an ein Grundstück in dem abgelegenen Nest zu kommen, erwies sich als harte Prüfung für Aldo. Selbst Dorfbewohner, die längst fortgezogen waren, hingen noch immer an ihren allmählich verfallenden Häusern und weigerten sich zu verkaufen. Aldo erfährt, dass in der Region früher Edelmetalle abgebaut wurden. Das hartnäckige Hängen an der Heimat, die einst von den Zimbern besiedelt war, könnte also handfeste finanzielle Motive haben. Aldos Freund Carlo nimmt nach dessen Tod das Erbe seines Freundes an, putzt und ordnet dessen Haushalt, so wie Aldo es von Carlo erwartet hätte. Dabei findet Carlo ein umfangreiches Tagebuch, das Aldo innerhalb weniger Monate in Brunelli verfasst hat. Die Aufzeichnungen bestärken Carlo, nicht nur Aldos Todesursache, sondern auch das Geheimnis des Ortes Contrada Brunelli und der diversen Brunellis zu ergründen. Als es im Ort zu einem weiteren Todesfall kommt, stellt sich Carlo eine klassische Ermittleraufgabe. Was in dieser winzigen Gemeinschaft könnte die Todesfälle provoziert haben und wie konnte es ungesehen geschehen, wo doch Romilda Brunellis Blick aus ihrem Küchenfenster nichts entgeht? Zur Auswahl stehen ein Motiv aus Aldos persönlichem Umfeld oder Auseinandersetzungen um versteckt liegende Reichtümer.Die erstickende Atmosphäre eines zur deutschen Sprachinsel zählenden Bergdorfs, dessen Bewohner schon mit einem Bein im Grab stehen, hat mich sofort für Umberto Matinos Krimi begeistert. Der italienische Autor lässt Aldo in seiner persönlichen Stimmlage durch seine Tagebuchaufzeichnungen sprechen. Die eingeschobenen Ereignisse des Jahrhundertwinters 1985 erzählt Matino in gemessenem Ton und lässt dazwischen auf jeder Seite den Schalk hervorblitzen. Obwohl Carlo als Fremder im Ort die Idealbesetzung ist, um genau dort genau seine Art der Ermittlung durchzuführen, tappte ich in Bezug auf das Motiv für die Ereignisse bis zuletzt im Dunkeln. Kriminalromane mit Setting an einem abgelegenen Ort mit nur wenigen beteiligten Personen mag ich sehr. Ein klassischer Krimi vor beeindruckend rauher Kulisse mit einigen Abschweifungen in die Geschichte der Region.

  • Giulia
    2019-01-17 13:52

    Un noir ambientato nelle prealpi vicentine. Una serie di morti misteriose in una "contrada", ovvero borgo Brunelli, dove gli abitanti si contano sulle dite delle mani e i quale fanno parte di una piccola comunità montana dedita all'agricoltura e alle tradizioni.Ad accogliere il lettore è Romilda, la quale, in un giorno invernale qualunque vede appeso alla tettoia del fontanile il corpo del dottor Aldo. Carlo, il più caro amico del defunto, rimane duramente colpito dalla notizia della scomparsa dell'amico, il quale da tempo aveva deciso di ritirarsi in quel luogo dimenticato da Dio. Carlo ipotizza subito che il dottore si sia suicidato, visto il luogo solitario e spoglio dove aveva condotto gli ultimi mesi della sua vita. Come fa un uomo a vivere in un luogo simile? Ma Carlo scopre ben presto che è l'erede universale dell'amico. Eredita quindi la casa che Aldo possedeva a borgo Brunelli e i debiti annessi. Sarà proprio l'amicizia a smuovere Carlo e a portarlo lassù a prendersi cura di ciò che un tempo era stato caro all'amico, debiti inclusi. Raggiunta la casa dell'amico, Carlo trova il diario di Aldo che lo catapulta negli ultimi mesi di vita del povero dottore. E' cosi che l'ingenier Carlo viene a conoscenza di morti misteriose avvenute prima di quella di Aldo e scopre inoltre che lo stesso Aldo stava conducendo, assieme a Don Barba, delle indagini particolari per dare una solizione a quelli che sembrano dei veri e propri omicidi. E' davvero impossibile non immergersi totalmente in questo noir: i personaggi sono talmente reali che sembra di conoscerli da una vita. In particolar modo la Romilda, Don Barba, Bortolo, Piero Ongaro. Contrà Brunelli è una strada di montagna, ma è una strada dove noi tutti ci possiamo ritrovare. Finzione, realtà e storia sono mescolati ad arte da Umberto Matino, in un noir che racconta al lettore da dove arriviamo noi abitanti della regione veneta. Perchè la storia dovrebbe insegnare e non dovrebbe essere dimenticata. I cimbri e la loro cultura non sono una fantasia ma sono una realtà che tutt'ora esiste con una lingua non ancora dimenticata e con tradizioni e leggende fantastiche che non fanno dormire la notte e che ci portano a tempi molto lontani. Matino in qualche modo, risveglia questo passato, scuote le coscienze e lascia un chiaro messaggio: la nostra storia non va dimenticata, perchè è grazie ad essa che siamo ciò che siamo oggi." (...) la " questione cimbra", le tesi cioè, divulgata nel libro, dell'origine tedesca di gran parte della popolazione montana e pedemontana delle province di Vicenza e Verona. Da molti anni è conoscenza comune, non solo nel Veneto ma anche al di fuori di esso, che gli abitanti dell'Altopiano di Asiago e di quello di Luserna, nonchè i nativi dei cosidetti Tredici Comuni della Lessinia, possano vantare delle esotiche origini germaniche. (...) Scrivendo ho cercato sopratutto di sottolineare con forza un aspetto per me assai significativo, e cioè che quelle valli e quei monti non sono stati abitati solo nel passato da emigranti tedeschi, ma che essi sono abitati anche adesso da una popolazione che per una parte, forse maggioritaria, è di origine germanica."U. Matino.

  • Roberta
    2018-12-29 12:52

    Belle le ambientazioni, e l'idea di un gotico rurale alla Eraldo Baldini, peccato però che il romanzo sia un po' lento. Una bella sfrondata ci stava. E l'espediente del diario è molto bello, peccato che poi renda tutto un po' "raccontato" creando un velo fra il lettore e la vicenda del romanzo. In ogni caso un libro piacevole, che si legge tranquillamente.

  • Sylvia Snow
    2019-01-01 16:15

    Questo libro mi ha lasciata particolarmente inquieta. Metto due stelle semplicemente perché, nonostante la storia fosse particolarmente avvincente, molte parti mi hanno annoiata.

  • Renato
    2018-12-28 14:10

    Gotico.... ad alto livello

  • edofrance
    2018-12-25 16:56

    Il libro è molto bello.Con amici siamo andati a vedere contrada Brunelli e abbiamo letto dei passi del libro sul luogo. È stata un'esperienza bellissima.