Read Ettore Fieramosca ossia La disfida di Barletta by Massimo D'Azeglio Online

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Pubblicato nel 1833 e ambientato nella Barletta cinquecentesca, l'Ettore Fieramosca narra dell'affronto di un soldato francese all'indirizzo dei cavalieri italiani, vendicato da questi ultimi con intrepido slancio. Insieme alle contese militari, spiccano nel romanzo l'infelice amore fra Ettore e Ginevra e le tormentate passioni di Elvira e Fanfulla da Lodi. È un mondo romaPubblicato nel 1833 e ambientato nella Barletta cinquecentesca, l'Ettore Fieramosca narra dell'affronto di un soldato francese all'indirizzo dei cavalieri italiani, vendicato da questi ultimi con intrepido slancio. Insieme alle contese militari, spiccano nel romanzo l'infelice amore fra Ettore e Ginevra e le tormentate passioni di Elvira e Fanfulla da Lodi. È un mondo romantico in cui Fieramosca emerge come emblema di virtù cavalieresca ed eroe dell'identità nazionale ante litteram....

Title : Ettore Fieramosca ossia La disfida di Barletta
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ISBN : 9781143811265
Format Type : Paperback
Number of Pages : 268 Pages
Status : Available For Download
Last checked : 21 Minutes ago!

Ettore Fieramosca ossia La disfida di Barletta Reviews

  • Orsodimondo
    2018-09-29 09:13

    FARE L’ITALIA O GLI ITALIANI?”La disfida di Barletta”, regia di Alessandro Blasetti, 1938.Il 13 febbraio del 1503 si tenne in Puglia quella che è passata alla storia come la disfida di Barletta: un duello tra tredici cavalieri francesi contro tredici cavalieri italiani che difendevano i colori spagnoli.Sì, perché, qualche anno prima, Spagna e Francia si divisero il regno di Napoli senza interpellarne il re Federico I: la Spagna invase da sud, la Francia da Nord, il re si dette alla fuga. Gli stranieri, però, non si misero d’accordo su come dividersi il bottino e cominciarono a farsi guerra. Non avevano di meglio da fare?Forse no. Ma comunque seppero limitare i danni: invece di rovinose e rumorose e polverose e costose battaglie tra eserciti, organizzavano duelli, scontri in campo chiuso tra mini eserciti con tanto di giudici e arbitri e regole.Tredici, come appunto nel caso di Barletta.A guidare gli italiani pronti a perdere la vita in nome degli spagnoli (!), c’era proprio Ettore Fieramosca.Gli italiani vinsero alla grande, sia per valore che per tattica di combattimento. Siccome la cosa non è successa spesso, di questa piccola vittoria s’è creato un mito.Che D’Azeglio riprende in chiave risorgimentale, concedendosi un po’ di svarioni storici. Ma tant’è, cuor di patriota non si comanda.Il castello di Morreale ricostruito negli studi Titanus.Anche Mussolini s’invaghì di questa fatterello e lo fece suo per propagandare l’amor di patria e del fascismo, che secondo lui la patria rappresentava al meglio.Siccome il D’Azeglio, per quanto nazionalista e patriota, non vedeva molto per la quale la spedizione garibaldina dei Mille e l’annessione del Mezzogiorno, giudicate frettolose, mi risulta che sia spesso citato nei discorsi di leader della Lega che ne esaltano l’apparente razzismo. D’altra parte il Massimo nazionale (D’Azeglio, non D’Alema, veh) se l’è andata a cercare: la sua opera incompiuta causa decesso si intitolava nientepopodimenoche “La Lega Lombarda”.Nelle scene di massa comparse e costumi a go go.Questo romanzo fu un best seller, un caso editoriale del suo tempo (stampato dallo stesso tipografo de “I promessi sposi” nel 1833).Ed è servito da base per ben tre film: nel 1909, nel 1915, e poi per l’adattamento più celebre di Alessandro Blasetti del 1938 con Gino Cervi protagonista (physique du rôle?). Blasetti dichiarò due anni prima alla rivista “Civiltà fascista” la necessità di realizzare un film che parli efficacemente dell'Italia fascista a 50 milioni di stranieri. Un filmone, con largo impiego di comparse, costumi, armi e armature, cavalli, e tanto di castello ricostruito negli studi della Titanus. Gioia doppia per il regime che approvava sia il patriottismo della storia sia la rilevanza tecnico-cinematografica.Elisa Cegani nel ruolo di Ginevra, donzella amata dal Fieramosca. Nel cast anche Clara Calamai, Osvaldo Valenti e Andrea Checchi.Ora, perché a questo due stelle e al deamicisiano “Cuore” solo una? In fondo, l’impronta è la medesima, il patriottismo e la retorica deflagrano anche qui.La risposta è facile: primo, il romanzo di d’Azeglio non mi è stato imposto (dalla scuola). E secondo, qui ci si può divertire, tra spade lance scudi cavalli ruzzoloni e damigelle (Ginevra, sempre lei, anche se è solo il nome che collega), un po’ di spasso come in un fumettaccio si riesce a recuperare.Il regista Blasetti sul set col protagonista Gino Cervi.

  • Czarny Pies
    2018-09-29 05:18

    Author Massima D'Azeglio was one of the leading figures of the Italian Risorgimento. As prime minister of Sardinia in the early 1850's he awarded Cavour his first cabinet position and later persuaded King Victor Emmanuel to name Cavour as his successor. In addition to an active political career, D'Azeglio also painted and wrote for the cause of Italian unification. Ettore Fieramosca was one of two novels that he produced.Ettore Fieramosca is a lance and sword adventure novel that is clearly tradition in the tradition of Walter Scott. D'Azeglio's goal was to convince Italians that they possessed sufficient martial qualities to unify Italy on their own and that they ought not to simply wait in the hope that the French would do it for them. He states clearly at the end of the novel: "I only aimed to make Italian valor known; and in this history amply bears us out."Given that D'Azeglio's overriding goal was to rally popular support for the cause of Italian unification, it is not surprising that Ettore Fieramosca is not a great work of literature. It is not however truly horrible. D'Azeglio follows the Walter Scott model in a very competent fashion. One wonders if he might have become as a good a writer of swashbuckler novels as Alexandre Dumas or Henryk Sienkiewicz had he continued to write. He did not however. Ettore Fieramosca is a first novel that demonstrates potential and nothing more. Its value is as a document from the era of the Risorgimento.

  • Frahorus
    2018-10-01 09:12

    Pubblicato nel 1833 e ambientato nella Barletta cinquecentesca, l'Ettore Fieramosca narra dell'affronto di un soldato francese all'indirizzo dei cavalieri italiani, vendicato da questi ultimi con intrepido slancio. Insieme alle contese militari, spiccano nel romanzo l'infelice amore fra Ettore e Ginevra e le tormentate passioni di Elvira e Fanfulla da Lodi. È un mondo romantico in cui Fieramosca emerge come emblema di virtù cavalieresca ed eroe dell'identità nazionale ante litteram.E' essenzialmente un romanzo storico-patriottico, comparso proprio negli anni in cui i moti liberali si trasformavano in guerre nazionali di indipendenza. La storia è inquadrata prima e durante la celebre Disfida di Barletta (13 febbraio 1503) tenutasi nella piana tra Corato ed Andria, in territorio di Trani, fra tredici cavalieri italiani (capeggiati dal Fieramosca) e altrettanti francesi. Vinceranno gli italiani, salvando l'onore infangato dal francese La Motta, un cavaliere rinnegato che si era schierato contro l'Italia mettendosi al servizio degli invasori francesi. Massimo D'Azeglio è uomo che vive e muore di patriottismo, lui stesso, nobile, ha rifiutato i suoi privilegi di casta per vivere la vera libertà che è formata sostanzialmente da uguaglianza e fraternità fra uomini. E in Ettore Fieramosca riesce a riassumere il modello perfetto di cavaliere onesto ed integerrimo, colui che difende l'onore delle armi italiane contro l'insidia dei francesi, all'epoca della guerra franco-spagnola per il possesso del reame di Napoli (1502-4). E, come ogni vero cavaliere che si rispetti, anche Fieramosca ha un'amata alla quale tornare, in questo caso la bella Ginevra, moglie di un altro italiano rinnegato che si era schierato coi nemici. Al di là dell'eccitante evento storico (il duello tra italiani e francesi e la battaglia di Cerignola) ciò che l'autore ci vuole far risaltare agli occhi è certamente la passione patriottica e civile ed è per questo che gli giustifichiamo i numerosi anacronismi e le infedeltà storiche presenti nel romanzo. Ovviamente quando si legge questo romanzo bisogna inserirlo nell'atmosfera patriottica dell'epoca, dove fu eletto all'unanimità come manifesto del Risorgimento stesso.

  • Savasandir
    2018-10-08 04:23

    -Non bastano i soldi!-Un bel romanzo storico di cappa e spada, con intrighi, amori, colpi di scena ed anche una notevole dose di ironia, che non guasta mai. Purtroppo alcune parti della trama non sono state completamente sviluppate e questo è un peccato, ma per essere l'opera prima di un uomo che in vita sua fu anche pittore, musicista e statista, mi è sembrata più che accettabile. In quest'edizione Bur molto interessante è la prefazione (da leggere rigorosamente alla fine del romanzo perché, come di rigore nei classici, viene spiattellata tutta la trama), soprattutto il frammento tratto dalle Memorie del d'Azeglio, in cui ci narra della volta in cui fece leggere, prima di pubblicarlo, il manoscritto a suo suocero, verso il quale provava un timore reverenziale, trattandosi niente meno che di Alessandro Manzoni!

  • Fede
    2018-09-23 01:24

    1.5-2 stelline, in veritàHo voluto dedicarmi a questo libro dietro suggerimento del mio professore di Storia e Filosofia, che lo aveva decantato in tutti i modi possibili. Ora, dopo averlo finito, ho capito che molto probabilmente non seguirò più i suoi suggerimenti.Il libro non è bruttissimo, anzi la trama generale non è neanche male, ma, onestamente, l'ho trovato noioso. Sono davvero pochi i punti che mi hanno colpito per il linguaggio o per le svolte nella trama. Ho impiegato così tanto tempo per finirlo, e alcune pagine le ho anche saltate.Credo che lo consiglierei solo a chi è un grandissimo appassionato di storia, o a chi sta facendo ricerche sul Risorgimento italiano (dal momento che questo libro fu scritto proprio per l'occasione).

  • Gabriele
    2018-10-07 04:25

    Noioso, tremendamente noioso. Non entra mai nel vivo e prepara un climax ed un intreccio che, però, non si dipana mai. Della disfida vera e propria solo 10 pagine nel penultimo capitolo, privo di pathos.Volevo leggere un esempio di romanzo storico dal clima rinascimentale e cercavo in Ettore Fieramosca la storia di un perfetto eroe romantico e cavalleresco. Non è quello che ho trovato, purtroppo.