Read Images in Spite of All: Four Photographs from Auschwitz by Georges Didi-Huberman Shane B. Lillis Online

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Ver una imagen ¿puede ayudarnos a conocer mejor nuestra historia? En agosto de 1944, los miembros del Sonderkommando de Auschwitz-Birkenau lograron fotografiar clandestinamente los métodos de exterminio utilizados en el lugar donde ellos mismos se encontraban prisioneros. Nos quedan cuatro fotografías de aquellos momentos. Y este libro intenta analizarlas preguntándose porVer una imagen ¿puede ayudarnos a conocer mejor nuestra historia? En agosto de 1944, los miembros del Sonderkommando de Auschwitz-Birkenau lograron fotografiar clandestinamente los métodos de exterminio utilizados en el lugar donde ellos mismos se encontraban prisioneros. Nos quedan cuatro fotografías de aquellos momentos. Y este libro intenta analizarlas preguntándose por las condiciones en que determinadas fuentes visuales pueden ser utilizadas por la disciplina histórica. Igualmente, el autor propone una crítica filosófica de lo inimaginable, pero también de lo que, pese a todo, podemos imaginar al respecto. Se trata de comprender, así, lo que significa ese pese a todo en este contexto. El objetivo es descubrir que las imágenes pueden desvelar lo real, por lo menos de alguna forma, y sustraerse así a los peligros del fetichismo. Para explicar todo esto el autor se refiere a películas como Shoah, de Claude Lanzmann, o Histoire(s) du cinéma, de Jean-Luc Godard; a la noción de la “redención de la imagen” según Walter Benjamin y Siegfried Kracauer; y al lugar de la imaginación en la cuestión ética en la obra de Hannah Arendt. Y, en fin, se reinterpreta nuestro actual malestar cultural desde la perspectiva de la imagen en la época de la imaginación desgarrada....

Title : Images in Spite of All: Four Photographs from Auschwitz
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ISBN : 9780226148175
Format Type : Paperback
Number of Pages : 248 Pages
Status : Available For Download
Last checked : 21 Minutes ago!

Images in Spite of All: Four Photographs from Auschwitz Reviews

  • Greta
    2018-10-08 05:31

    Non mi farà molto onore ammetterlo, lo so, ma mi sono quasi sempre approcciata ai testi presenti nei programmi d'esame con una certa rassegnazione, spinta dalla necessità e dal senso del dovere più che da un vero e proprio mio interesse. Ci sono stati, però, alcuni rari casi del tutto illuminanti, momenti quasi magici in cui lo studio di un testo finiva totalmente in secondo piano, del tutto obliato dal mio interesse per la lettura.Ecco, alla fine di una sessione d'esami estenuante è arrivato un saggio come “Immagini malgrado tutto”, e improvvisamente, nonostante la stanchezza, nonostante la voglia di mandare tutto all'aria, nonostante l'unica cosa che mi importi sia ormai mettere la parola “fine”a quest'esperienza, ho ricordato tutti i motivi che mi hanno spinta a intraprendere questo percorso.“Immagini malgrado tutto” è un testo che parla di filosofia ad un livello radicale, un livello al quale non possiamo sottrarci, perché lo fa partendo da quello che è un evento imprescindibile dalla nostra coscienza collettiva. Lo fa partendo dai membri del Sonderkommando di Birkenau, dall'interno di una camera a gas che, per un atto di immenso coraggio, sembra trasformarsi in una camera oscura, per affidare il miracolo della testimonianza a qualcosa che potesse fare più presa delle sole parole. Perché, se tutti noi conosciamo la “febbre della testimonianza” che sembra aver afflitto ogni anima che si è trovata a transitare per un campo di concentramento, tutti noi, almeno una volta nella vita, abbiamo anche detto che l'orrore della Shoah è qualcosa di indicibile e inimmaginabile. Eppure, come Bataille mostra assai limpidamente, Auschwitz è stato immaginato, è stato immaginato da un numero impressionante di persone che non si sono limitate a intrattenersi con un'immagine mentale. E mentre tutti i detenuti in grado di farlo si premuravano di scrivere e testimoniare in ogni modo, di seppellire fogli e diari e qualsiasi cosa potesse servire a mantenere viva la memoria e la testimonianza - i famosi “rotoli di Auschwitz” - qualcuno ha cercato di strappare una testimonianza visuale: dall'atto di coraggio dei membri del Sonderkommando arrivano le quattro fotografie scattate da Alex, fotografie dal valore informativo limitato, certo, ma punto di partenza per una riflessione estremamente importante sulle condizioni di possibilità di uno scatto e sul valore testimoniale che un'immagine può assumere.Didi-Hubermann dialoga con Lanzmann e i suoi seguaci, Wajczman e Pagnoux, per difendere l'importanza che anche un brandello di testimonianza può mantenere, e lo fa con un tono accattivante, seguendo una linea di pensiero estremamente interessante.“Immagini malgrado tutto” è un saggio in grado di parlare anche ai non “addetti ai lavori”, suscitando riflessioni e domande fondamentali per avere una comprensione più ampia della sfera visuale e del ruolo testimoniale delle immagini.

  • Leif
    2018-09-25 09:15

    Three parts: the first, a reading of four photographs taken in Birkenau; the second, a rebuttal and deconstruction of two writers, followers of Claude Lanzmann; the third, a Walter Benjamin-ian and Hannah Arendt-ian, slightly mythopoeic valorization of the limited potential in what Jean-Luc Godard called "a simple rectangle / of thirty-five / millimeters" in Histoire(s) Du Cinema. At heart a central thesis. Didi-Huberman's concluding lines:The question of images is at the heart of the great darkness of our time, the 'discontent of our civilization.' We must know how to look into images to see that of which they are survivors. So that history, liberated from the pure past (that absolute, that abstraction), might help us to open the present of time.Such is enough, I think, to make this worth your time.

  • Jessica Zu
    2018-10-11 09:21

    ONly read the assigned chapters. This translation is wonderful (well, sure, there's always an untranslatable remainder). Didi Huberman's imagination dispells the inherent unreadability of these photographs and restores them "dialect image" so that remain meaningful generations of viewers to come.

  • Marco Polo
    2018-09-16 07:13

    Bueno buenazo