Read dana de famlia by David Leavitt Online

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Quando publicou este seu primeiro livro em 1984, David Leavitt tinha apenas 22 anos, sendo saudado unanimemente pela crítica norte-americana como um dos valores literários mais firmes da novíssima geração dos Estados Unidos.Os seus contos, aqui reunidos, formam um expressivo painel daquilo que poderia ser talvez sintetizado assim: 'cada família abriga um estranho no seu seQuando publicou este seu primeiro livro em 1984, David Leavitt tinha apenas 22 anos, sendo saudado unanimemente pela crítica norte-americana como um dos valores literários mais firmes da novíssima geração dos Estados Unidos.Os seus contos, aqui reunidos, formam um expressivo painel daquilo que poderia ser talvez sintetizado assim: 'cada família abriga um estranho no seu seio'....

Title : dana de famlia
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ISBN : 17909267
Format Type : Hardcover
Number of Pages : 214 Pages
Status : Available For Download
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dana de famlia Reviews

  • Teresa Proença
    2019-01-26 20:02

    Dança de Família é uma colectânea de contos, que David Leavitt escreveu aos 22 anos. O elo de ligação entre eles é a família e os sentimentos que nela habitam: o amor, o desamor, a união, a desunião..."cada família abriga um estranho no seu seio."Território - A homossexualidade. A aceitação e compreensão por parte da família e do próprio.Contando os meses - A doença. Uma mulher com cancro. O tempo de vida contado. A aproximação da morte. A dor de abandonar os filhos.O chalé perdido - O divórcio. O sofrimento do que continua a amar o outro. A tentativa de manter a união familiar.Alienígenas - Um acidente de carro. Uma criança que julga ser um ET. O amor, que nos une e nos salva.Danny em trânsito - A família. O pai que parte, porque não quer continuar a viver uma vida na qual não cabe. A mulher deprimida. O filho que ninguém quer. O egoísmo.Dança de família - A família. Um círculo fechado e apertado que, como numa dança, nos sufoca pelo aprisionamento, pela inércia...Radiações - A doença. A angústia, o desespero e o alimento da esperança de sobrevivência. "É engraçado como à medida que o tempo passa as pessoas se vão acostumando às mudanças, até às mais assustadoras; como até o inimaginável se pode tornar tolerável."Longe daqui - A família. A doença. A morte. A infidelidade. Três irmãs; a dedicação extrema de uma, em oposição à indiferença das outras.Dedicada - A amizade. Uma mulher e dois homens. Ela apaixonada por eles e eles um pelo outro.

  • T4ncr3d1
    2019-02-02 19:02

    In un'epoca che ti vuole SuperStar a quindici anni e scrittore arrivato e maturo già al tuo primo esordio, Ballo di famiglia pare davvero un'opera aliena, l'esordio di un ventenne già maturo, formato, un ragazzo che già aveva capito tutto della vita, o quasi. E' molto per un ventenne, eppure, è ancora troppo poco. Lodato con affezionato stupore dalla Pivano, il giovane Leavitt è capace di una introspezione psicologica profondissima, una conoscenza dell'animo femminile che pare incredibile riscontrare in un giovane uomo. C'è da interrogarsi sull'infanzia dell'autore; Leavitt, forse, era uno di quei ragazzini che parlano poco e ascoltano molto - e per questo, capiscono tutto.Ballo di famiglia è la fotografia della famiglia americana nel pieno degli anni Ottanta: una somma di solutidini, le azioni dei singoli si ripercuotono sempre, inconsapevolmente o consapevolmente, sugli altri singoli. Madri single, madri vedove, madri abbandonate, madri malate - e bambini piagnucoloni o fin troppo silenziosi, bambine che giocano ad esser cavalli oppure alieni, adolescenti innamorati ed inconsapevoli, omosessuali dichiarati o soffocati - nella pur fastidiosa ridondanza di temi e caratteri di questi racconti, nel continuo rimescolare sempre le stesse carte, Leavitt riesce a creare l'illusione di una vita varia e caleidoscopica. Ma quando volti l'ultima pagina dell'ultimo racconto, il finale aperto, come tutti i precedenti, ti chiedi - ma davvero non c'è altro nella vita?

  • Carmo
    2019-01-31 02:37

    O amor nas suas diversas faces, que tanto podem trazer felicidade como dor, famílias desajustadas, ambientes tensos - foram muito raros os momentos de felicidade nestes contos.Na verdade poderiam ter sido todos reunidos numa só história de uma família numerosa. Os vários ambientes onde se desenrolam são muito semelhantes; há quase sempre uma moradia com piscina, mulheres com baixa auto-estima por excesso de peso, amores desencontrados, homossexualidade em quase todos (não foi surpresa descobrir que o autor é gay) e uma sensação de desconforto entre as personagens - normalmente familiares - que provoca algum mau estar. O facto do final das histórias ficar em aberto, também não ajudou. É como se o autor quisesse dizer que não há finais felizes, só a aceitação do imprevisto. Tão próximo da realidade que desconserta.

  • Paola
    2019-01-26 23:07

    Senso di soffocamento Alla fine di questa serie di racconti si chiude il libro e si prende un gran respiro.Perché si prova una sensazione di soffocamento, di asfissia seguendo le storie dei personaggi.I protagonisti dei racconti sono prigionieri dei loro pensieri, della razionalizzazione di ogni emozione la cui espressione, quando avviene, è vissuta come portatrice di devastazioni e di una paralizzante incapacità di farvi fronte.Uomini e donne, madri e figli, mariti e mogli, ognuno un piccolo pianeta che non interseca la traiettoria dell’anima e del cuore dell’altro lì a pochi passi.Gelido.

  • FotisK
    2019-01-20 20:03

    Κυκλοφόρησε στα Ελληνικά, ως "Ερωτικός χορός", εκδόσεις Οδυσσέας.

  • Scott Smith
    2019-01-23 21:39

    To say that David Leavitt is a consummate writer of gay literary fiction doesn't do him justice. Although many of his characters are gay and many of his stories explore gay issues, Leavitt is a consummate writer no matter what subject he tackles. In Family Dancing, published in 1983 and Leavitt's very first story collection, we see an author already in full command of his craft. Whether tracking a mother dying of cancer ("Counting Months"), witnessing the dissolution of a family ("The Lost Cottage" and "Danny in Transit"), or experiencing what if feels like to be the pivotal friend in a relationship between two lovers ("Dedication"), Leavitt digs deep and yields much. He writes boldly, taking on difficult subjects. In one story ("Out Here"), he even plays multiple points of view off of each other, shifting seamlessly between them. Lest boldness be mistaken for ability, however, Leavitt also writes with such grace and sensitivity that he leaves readers unquestionably moved and with a greater understanding of the human condition than they had going in. These stories are luminous, transcendent and satisfying.

  • Marica
    2019-01-29 23:38

    In bocca al lupo, Danny!Leggendo, si intuisce che l’autore è un giovane, per l’ampio spazio che hanno bambini e ragazzi nei suoi racconti e inoltre per la mole di affanni che si abbattono sulle teste di tutti, con poca fiducia nella possibilità di uscirne (forse Leavitt ancora non sapeva che qualche volta i problemi si risolvono). La famiglia viene percepita come istituzione centrale, che deve essere perfetta e di rappresentanza e celebrare se stessa nelle feste in giardino; possibilmente di origine ebraica e con un figlio omosessuale. La madre di tutti i disastri è la famiglia che si sfascia: gli uomini abbandonano le donne, le donne non sanno riprendersi (dipenderà dal fatto che è protagonista la borghesia americana, con donne che non devono lavorare e dunque hanno tutto il tempo per l’auto-macerazione?). I figli a loro volta non sanno districarsi. Altro tema importante, l’omosessualità, come comportarsi con la famiglia e col mondo: negarla, rivelarla, ostentarla, andare alla sfilata del gay pride; ciascuno prova una via ma la migliore e liberatoria sembra essere quella della dichiarazione, che non costringe ai sotterfugi. Leavitt ha ottime capacità introspettive e crea personaggi molto credibili: penso alla madre di famiglia (separata) che va alla visita di controllo per il linfoma, con tutti i turbamenti del caso (arriverò a 2 anni?) e poi porta i figli a una festa in giardino e le tocca consolare la padrona di casa che ha un cattivo rapporto col figlio. Si partecipa vivamente ai suoi pensieri, lei che ogni giorno si alza, prepara la colazione per i figli e vive come avesse davanti l’eternità. I personaggi più positivi sono questa donna e Danny, un ragazzo che ha intrapreso la strada del rifiuto di aiuto da parte della famiglia degli zii e alla fine si convince a ricominciare una nuova vita, in un collegio, senza zii e cugini.

  • Suni
    2019-01-19 19:51

    L'opera prima di David Leavitt è una raccolta di nove racconti, da uno dei quali mutua il titolo. Era il 1984 e l'allora giovanissimo Leavitt è diventato in breve tempo uno degli autori simbolo della sua generazione, quando non addirittura una sorta di portavoce dei ventenni degli anni '80, complice anche un suo saggio dal titolo "The New Lost Generation", pubblicato l'anno seguente sulla rivista "Esquire", in cui ha descritto la sua infanzia e la sua adolescenza e la società nella quale è cresciuto: una società delusa, sfiduciata, dilaniata dai divorzi e dalla frustrazione, proprio come quella in cui si erano trovati a vivere i beat del dopoguerra. Ma i ragazzi di questa generazione hanno reagito in modo opposto ai beat: mentre i giovani degli anni Cinquanta e Sessanta volevano e cercavano soprattutto la libertà, quelli della generazione di Leavitt hanno cercato e cercano soltanto la sicurezza, la stabilità, la solidità. Per loro i tempi della rivoluzione sessuale sono lontani e superati; conquistata la libertà sessuale ora vogliono usarla in una vita di coppia, magari omosessuale, che li difenda dalla fragilità e dall'inconsistenza del volubile passare da un'esperienza sessuale all'altra. In contrasto coi cosiddetti beat gli yuppie vogliono vivere in belle case ordinate, fare carriera, guadagnare denaro, avere stabilità (Fernanda Pivano, "Libero chi legge").Non mi sogno certo di aggiungere qualcosa alle parole della Pivano e quindi mi limito a dire che sono racconti davvero belli e che il mio preferito è stato senz'altro il penultimo, "Da queste parti", in cui tre figlie si ritrovano a svuotare la casa del padre, morto da poco, e questa riunione, nonostante le pacifiche intenzioni iniziali, diventa l'occasione per lanciarsi accuse e recriminazioni covate da molto tempo.Non sono molti i temi che ricorrono nelle nove storie (la crisi della famiglia, il divorzio e le sue conseguenze, l'omosessualità di un figlio o un genitore, la malattia), ma l'autore ne immagina sempre diverse combinazioni.In questa creatività che non perde mai di vista i frutti di un'attenta analisi psico/sociologica (e personale), oltre che nell'ottima scrittura, sta il pregio del libro, ma allo stesso tempo situazioni molto simili che si ripropongono in due o più racconti possono creare una certa ridondanza. E questo è il solo motivo per cui ho messo 4 stelline invece che 5.

  • Surreysmum
    2019-01-19 20:46

    [These notes were made in 1989:]. This collection of short stories had a pleasant surprise at the end - a story I knew and liked from a collection of Christopher Street stories I once owned. Leavitt is a young gay writer, but his stories are not all "about" being gay. They do not shy away, however, from the family & personal consequences of being gay, and some of the stories - notably the first one, "Territory" - are directly about that. His characters are far from stereotypical, and in one or two of the stories he writes, quite successfully I thought, from the point of view of a woman. The writing is not obtrusively impressive; it's quiet and colloquial, and rarely pulls attention to the surface of the story. But obviously it does the job. Leavitt tackles the family relationships of other people who feel marginalized as well - the terminally ill, the physically deformed, and, yes (in "Dedicated," the last story) the fag hag. But the stories are not as depressing as you might think. There is a sort of comfort in the going-on-ness of things. Leavitt offers no false comfort, no nineteenth-century happy endings. But I devoured the stories one after the other nonetheless.

  • David Gallagher
    2019-02-05 23:41

    My best friend suggested I read this by saying: "This particular book has at least one gay character in every story, but they are never the focus of the story. Still - some wonderful writing. I do recommend it - it's worth the time and has some emotional power." I could not agree more. Although not a short-story fan myself, Leavitt manages to pack a lot of excellent writing, three-dimensional characters, and plenty of realistic and relate-able drama and tragedy. The last sentences always manage to wrap-up each story shockingly and beautifully. My two most favorite stories from it were Aliens and Dedicated.This book weaves a fabric of human relations and behaviors. The stories compiling the anthology are not necessarily gay, but human.

  • Miguel
    2019-02-08 01:00

    É muito bom voltar a ler o primeiro livro de um dos nossos autores preferidos, 28 anos depois de o ter lido pela primeira vez, e perceber todas as razões que nos fascinaram quando o lemos, e continuam a fascinar hoje em dia: os temas, o estilo, o tom, até a brevidade das narrativas.

  • Laurieodell
    2019-02-06 19:54

    Το πρώτο βιβλίο του Levitt έχει τα μειονεκτήματα του πρωτόλειου: την αίσθηση του ανολοκλήρωτου, κάποιους αδύναμους χαρακτήρες και επαναληψιμότητα, ωστόσο διαφαίνεται και εδώ ο σπουδαίος συγγραφέας του "Η χαμένη γλώσσα των γερανών". Πρόκειται για 9 ιστορίες, με έντονο βιωματικό στοιχείο, που αφορούν σχεδόν αποκλειστικά οικογενειακές σχέσεις και έχουν συχνά πρωταγωνιστή τη μάνα. Ο Levitt κάνει μια καλή ανάλυση των βαθύτερων προθέσεων και συναισθημάτων των πρωταγωνιστών. Έφηβα παιδιά ή νεαροί ενήλικες, σε αρκετές περιπτώσεις, παλεύουν να αποδεχτούν την ομόφυλη σεξουαλική τους κατεύθυνση, ενώ οι μανάδες πάλι έχουν έναν ηρωινό τόνο μέσα στην καθημερινότητά τους, μεγαλώνοντας τα παιδιά τους όσο καλύτερα και τρυφερά μπορούν, καθώς οι ίδιες αντιμετωπίζουν την φυσική ή συναισθηματική τους φθορά. Οι ιστορίες δεν είναι αρκετά δυνατές για να υποστηρίξουν τους χαρακτήρες, υπάρχει μια αίσθηση μονοτονίας και οι σχέσεις δεν έχουν την δύναμη που θα έκαναν τα κείμενα του Levitt να μείνουν στην μνήμη. Παραταύτα, αποτελούν έξυπνες και ανθρώπινες ματιές, με καλή και οξυδερκή γραφή πάνω στις σχέσεις των γονέων μέσα στην πυρηνική οικογένεια, τον τρόπο που το βιώνουν τα παιδιά και το πώς επιδρά στην συμπεριφορά τους, τις σχέσεις παιδιών- γονιών, την απειλή των ασθενειών και τον θάνατο,αλλά και τις πρώτες ομόφυλες εμπειρίες.Απο τις ιστορίες ξεχωρίζει το "αφιερωμένο" για την συγκινητική περιγραφή μιας φίλης που στέκεται βοηθός αγόγγυστα δίπλα σε ένα γκέι ζευγαράκι και προφανώς αποτελει συναισθηματικό χρέος του ίδιου του συγγραφέα σε υπαρκτό πρόσωπο. Ακόλουθα το "η οικογένεια χορεύει" και το "μετρώντας μήνες" είναι πολύ καλοδουλεμένες ιστορίες. Τέλος το "Ντάννυ τράνζιτ" έχει την δύναμη του τραγικού.

  • Tittirossa
    2019-01-18 01:39

    Dà una strana sensazione di straniamento leggere un libro così anni '80. E' datato ma non per qualcosa che si è vissuto ma per come lo si è visto nei film o letto in altri libri. Uno stile a cui si è fatto l'orecchio, il cosiddetto minimalismo: a me sembra l'incapacità di descrivere, pertanto si narra quello che si vede, che si prova, senza sintesi, senza filtro.Anche se, la scelta di cosa includere, quali aggettivi usare (ad es. quando scrive "prese una sedia di plastica rossa con dei graffi ....", è una scelta diversa dallo scrivere "prese una sedia.") è pur sempre una forma di stile. Un po' povero, ahimè per farmi apprezzare questa collezione di patimenti gay e famiglie in caduta libera (a me ha fatto venire voglio di rileggere Anna Karenina quindi un merito ce l'ha!).

  • Maurizio Manco
    2019-01-30 22:45

    “E se il destino delle madri era quello di non aspettarsi niente in cambio, il destino dei figli era dunque quello di non restituire niente?” (Territorio, p. 14)“Bisogna mentire per vivere attraverso la morte, altrimenti si muore attraverso ciò che è rimasto della propria vita.” (Contando i mesi, p. 36)

  • William Freeman
    2019-01-26 18:55

    Great collection of short stories an author I usually enjoy and this book no exception

  • Katya Kazbek
    2019-02-16 23:03

    Beautiful stories that are like snapshots from dysfunctional family (or "family") gatherings: observational, true, funny and devastating.

  • Thomas
    2019-01-18 00:07

    3.5 stars.

  • Pietro
    2019-01-19 18:43

    Mia madre non lo deve sapereDei nove racconti che compongono Ballo di famiglia - opera prima di Leavitt, del 1984 - mi rimane, oltre che il sapore di una bella e proficua lettura, anche una grande sorpresa. Sorpresa sì, perché avevo già impostato le mie meningi alla lettura di un libro a tematica omosessuale e tutto m'aspettavo tranne che un libro sulle donne e sulla figura della madre. I tanti che hanno pur letto questi racconti potranno venire a dirmi che in realtà la tematica centrale, essendo poi Leavitt stesso omosessuale, è la vita di giovani gay all'inizio degli anni Ottanta - ma devo dire che non sono quelli i passaggi che mi hanno colpito maggiormente. Sulla nota enciclopedia online ho trovato una citazione di Fernanda Pivano, la quale, nel recensire questo libro nel 1985, scrisse: "vi è una conoscenza così profonda della psicologia degli adulti e specialmente delle donne adulte da sorprendere in uno scrittore così giovane". Parole concise e verissime, facilmente riscontrabili nel testo. Dinanzi a taluni ritratti si potrebbe rimanere freddi, pensando ai soliti clichés - la mamma che piange, la mamma che beve un po' troppo, quella che accoglie e l'altra che fa finta, la mamma piantata dal marito, la mamma morta - ma è solo una patina: Leavitt penetra i luoghi comuni e li restituisce disincrostati, cangianti, ne fa archetipi. Si è scavato e parlato tanto, nella letteratura come nel cinema e ben di più nella psicologia, sul rapporto tra madre e figlio omosessuale: argomento complesso, che sento sin troppo mio per addentrarmici serenamente; ma le sfaccettature che Leavitt ha colto ed elaborato in questi scritti sono, per me, di rara bellezza e profondità. Ballo di famiglia rappresenta anche una capsula del tempo, appena impolverata ma assurdamente lontana dai nostri tempi; ad alcuni potrebbe persino infastidire questa rappresentazione degli omosessuali sempre un filo tormentati, con queste madri con le quali fare i conti - specialmente a livello psicologico - con i padri fatalmente fluttuanti e implicitamente tiranni; questi gay che passeggiano per strada con la frociara di turno e che vanno nei leather bar o che rimorchiano nei bagni delle stazioni. A me invece pare che, proprio mentre il mondo gira e tenta di cambiare, dove assistiamo alla nascita di una generazione di giovani omosessuali che guarderà a tutto ciò con un misto di disgusto e fascinazione, vedendone forse solo lo squallore, ecco, proprio ora, è importante non dimenticare da dove veniamo, cosa siamo stati e cosa siamo diventati; non vorrei che a forza di rimanere al passo coi tempi, ci si omologasse troppo alla media (bassa) e si volesse dare un colpo di spugna a un passato che ora è sin troppo facile da sbeffeggiare.

  • Kirk
    2019-02-12 21:39

    David's first book is, alas, probably his best known, if only because of the fame of "Territory," the first gay-themed story to appear in the NEW YORKER (way back in 82 when the author was a wee 21). I love "Territory" and make an effort to teach it every time I do a short-story class. There are many other stories here worth rediscovering: I was a fan of "Danny in Transit," "Dedicated," and the title story back in the 80s. Do they stand up? Sure, they do---even though David's talent continues to mature. John W. Aldridge used to rake this book and THE LOST LANGUAGE OF THE CRANES over the coals back in the early 90s as examples of the flatness of minimalism, but I don't quite see these stories in that classic, Carver-derived mode, despite the present tense and attenuated emotion. The stories here were one of the first inklings of what folks born in the tumult of the sixties were feeling---if they're a bit nostalgic in pining for the security of family, it's only because that was a security that most of the people in these stories never really knew.

  • Eden R
    2019-02-01 18:51

    Despite being one of Leavitt's first works and certainly bearing the marks of an immature writer, this book contains several stories I found very poignant, most especially "Territory" and "Danny in Transit." Leavitt has an uncanny ability to express the odd, awkward, inopportune thoughts and sensations that creep into the backs of our minds that we shrug away and pretend we aren't thinking, sure we are the only ones who would have such an inappropriate idea. On the other hand, several of the stories, particularly "Dedicated", tend strongly toward the melodramatic. In addition, Leavitt's prose style feels heavy-handed and blunt as often as it does insightful. All in all, a three star rating seems deserved - three for insight and good-heartedness, two docked for mild melodrama and sometimes clunky style.

  • La Stamberga dei Lettori
    2019-02-09 00:47

    In un'epoca che ti vuole SuperStar a quindici anni e scrittore arrivato e maturo già al tuo primo esordio, Ballo di famiglia pare davvero un'opera aliena, l'esordio di un ventenne già maturo, formato, un ragazzo che già aveva capito tutto della vita, o quasi. E' molto per un ventenne, eppure, è ancora troppo poco.Lodato con affezionato stupore dalla Pivano, il giovane Leavitt è capace di una introspezione psicologica profondissima, una conoscenza dell'animo femminile che pare incredibile riscontrare in un giovane uomo. C'è da interrogarsi sull'infanzia dell'autore; Leavitt, forse, era uno di quei ragazzini che parlano poco e ascoltano molto - e per questo, capiscono tutto. Continua suhttp://www.lastambergadeilettori.com/...

  • Hendi
    2019-02-08 19:44

    Impressive collection by a then-very-VERY young author. How I love the little free libraries that have popped up all over my neighborhood - the unique architecture of each miniature housing, the ebb and flow of books behind the glass. My dog walks have become so much more exciting since I started pausing to peruse the two tiny shelves... I found Family Dancing a few weeks ago, and remembered reading some short fiction of Leavitt's in college, so I grabbed it. These stories are very tightly bound by repeating themes - so much so that sometimes the lines between stories get a bit blurred. But the writing and perceptiveness about the human spirit, and, as implied in the title, about families, is sharp enough to really draw you into all of them.

  • Djrmel
    2019-02-05 22:39

    These are the stories behind the scenes of a Norman Rockwell painting. These are the stories of families that look so good on the surface, but what's really going on is going to cause massive scars that may never heal. Leavitt worked with the same theme: a family member who either never felt like they belonged or because of a recent event knows they won't be a part of the family much longer. All of the stories are about isolation either by choice or circumstances, and obviously, they're not happy stories. I liked all of them, but my favorite was "Dedicated" about a self-made family of three friends who are bound by their weaknesses rather than their strengths.

  • Freesiab (Bookish Review)
    2019-02-13 20:02

    This collection was the 30th anniversary. The subject matter he wrote about was bold and edgy for that era. I enjoy when short story collections have themes and this seemed to be the tensions in families that even if released remain intact. I liked his abrupt endings and often his style had hints of a vastly different winter Joyce Carol Oates. Like the endings but his writing speaks on it's own. I'd like to read more.

  • Jane
    2019-02-03 23:50

    Loved these short stories -- maybe the first one most of all. Such a good lesson in being well-intentioned, but having trouble with the reality. These stories rang true, and I felt the author wrote with kindness toward all characters, even the ones who could so easily be vilified. At the heart of all these stories was family, and each was so visual that I can almost close my eyes and picture certain scenes like snapshots.

  • Terri Jacobson
    2019-02-02 23:37

    This collection of short stories was written in the early 1980s, and the author includes gay characters simply as a matter of course. The stories deal with families in crisis, and he shows how members of the family form alliances against others in the family. There are portrayals of gay men who are afraid to come out, and husbands and wives in the middle of divorce. The stories are good, and I liked the period details. 3.5 stars.

  • Sarah
    2019-01-18 21:02

    I ordinarily shy away from short fiction, because I hate the feeling of just getting to know the characters and then having them yanked away. But I LOVE this collection, which I read sometime in the '80s. He was a hot young writer then, and went on to write a disappointing first novel. But much later he wrote The Indian Clerk, which I loved.

  • Debbie Robson
    2019-01-20 00:49

    I generally don't read short stories but a collection by David Leavitt was too hard to resist. Although the stories are for the most part slightly depressing, his skill as a writer won me over. In several of the stories the tension between characters builds to such an extent that I couldn't put the book down. Family Dancing, Out Here and Dedication particularly are gems.

  • Byronboy
    2019-01-24 02:07

    I loved this book of short stories and consider it some of David Leavitt's best writing, even though it heralds from the early part of his career as a writer. These poignant, beautiful little stories offer sharp but well fleshed out snapshots of family lives in ways that play with your emotions and touch you deeply. Fine writing indeed!

  • Drew
    2019-01-16 20:54

    David Leavitt is my "comfort food" author. I always go back to him when I'm hankering for something reliably nurturing but not too heavy. He doesn't blow my mind but he does consistently engage it. This collection of short stories, his first, is typical Leavitt fare: tastefully observant short stories -- some gay, some not -- that dip into quiet moments and quirky ones alike with equal aplomb.